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martedì 25 maggio 2010
lunedì 24 maggio 2010
La libreria "Il viaggiatore immaginario" presenta il mio libro ad Arezzo

Dal Vietnam al Tibet, dal delta del Mekong alle sue lontane sorgenti. Su questo itinerario reale se ne dipanerà un altro, non meno impegnativo e complesso, che porterà l’autore protagonista a ripercorrere mentalmente la sua vita a ritroso, proprio come sta facendo col grande fiume. È tipico di Barbini condurre ogni viaggio sul doppio binario del presente e del passato, usando i posti in cui si trova come porte temporali per i luoghi della propria anima. Dopo l’ex blocco comunista di Caduti dal Muro, spunto di riflessioni su ideali e realtà politiche, lo scritto- re toscano torna a percorrere e a scrivere dell’Asia, e questa volta lo fa navigando lungo uno dei suoi fiumi più importanti, che taglia da nord a sud l’Indocina, e bagna Tibet, Birmania e Tailandia, e poi ancora Laos, Cambogia e Vietnam. Durante I giorni del riso e della pioggia il bagaglio esistenziale del viaggiatore si alleggerisce, come stem- perato nella massa d’acqua del grande Mekong che egli sta risalendo «come un vecchio barcone incrostato di conchiglie, sabbia e antico cordame». E in questo lento andare, con quel senso di libertà che non serve ad ag- giungere quanto piuttosto a ripulire, l’uomo riesce pian piano a sollevare se stesso e a svincolarsi – quasi – dal peso di domande e inquietudini accumulato in una intera esistenza. Perché tutto quel che si fa tornare a galla scorre a pelo d’acqua con gran facilità.
giovedì 13 maggio 2010
venerdì 7 maggio 2010
" I Giorni del Riso e della Pioggia "

Premio Albatros
1) Che cosa ti sei perso Alessandro Dal Cin Lupo Editore
2) Guerra e guerra Barbara Schiavulli Garzanti
3) Ti chiedo ancora 900 miglia Brunello Vandano Bompiani
4) Le due primavere della Bretagna Fabio Artini Il Filo
5) Destini di frontiera Federico Fubini Laterza
6) L’odissea dello Jancris Gennaro Coretti Nutrimenti edizioni
7) Mille e una Turchia Marta Ottaviani Mursia
8) C’era una volta il muro Matteo Tacconi A.Castelvecchi edizioni
9) Nel mezzo del cammino di Santiago Natalino Russo Ediciclo
10) Nel silenzio un canto Nevio Casadio Marsilio
11) Con tutti i posti che ci sono… Paolo Cagnan / Vallecchi
12) Le Balene lo sanno Pino Cacucci Feltrinelli
13) Marco Polo non c’è mai stato Rolf Pots Ponte alle Grazie
14) I giorni del riso e della pioggia Tito Barbini / Vallecchi
15) Camminare Tomas Espedal Ponte alle Grazie
martedì 20 aprile 2010
Il dovere di esserci

Fra poche settimane ci sarà la Marcia Perugia-Assisi e penso che andrò anch'io. Lo dico ora, perché questo non è uno degli appuntamenti che si segnano in agenda e poi si lasciano lì, in attesa che quel giorno arrivi. Prima che un appuntamento è qualcosa che è bene far maturare dentro e poi esprimere ogni giorno, nelle nostre realtà, per produrre impegno, coinvolgimento.
Per me questa marcia sarà molte cose. Ma soprattutto, voglio aggiungere il mio impegno a quello di quanti in Italia, ma anche in Europa e nel mondo, vogliono fare della Perugia-Assisi una nuova, straordinaria occasione per far emergere non solo i sentimenti di pace ma anche la nostra rabbia per le sofferenze delle persone nel nostro paese.
La rabbia per le disuguaglianze, le ingiustizie, lo sfruttamento, l'esclusione, l'illegalità, le violazioni dei diritti umani, l'intolleranza, il razzismo, l'impoverimento, la disoccupazione, la precarietà, la devastazione ambientale e la distruzione delle risorse, la mercificazione dei beni comuni universali.
La camminata annuale tra Perugia e Assisi per tanti di noi, per la mia generazione è piena di significati. Per quanto mi riguarda ha rappresentato un tratto essenziale e indimenticabile della mia educazione intellettuale e politica, fin da quando all'inizio degli anni sessanta, con un gruppo di amici, prendevamo il treno da Cortona a Perugia per passare le domeniche a casa di Aldo Capitini.
Più tardi abbiamo marciato dietro al suo striscione dedicato alla "non violenza".
Non era una scelta scontata in anni in cui la rivoluzione pareva dovesse passare per forza attraverso l'abbattimento violento del potere costituito e in molti accarezzavano l'idea della presa del Palazzo d'Inverno, qualunque esso fosse.
Ero poco più di un ragazzo e fu anche da lì che si radicarono in me le idee del cambiamento del mondo e la mia utopia comunista.
Alcuni anni dopo conobbi anche Danilo Dolci e partecipai a quella straordinaria marcia della pace e della non violenza che attraversò tutta l'Italia. Da Milano a Palermo. Chiedevamo pace e libertà per il Vietnam ma, soprattutto, costruimmo in una straordinaria esperienza comune i valori che ci avrebbero orientato per tutta la vita.
Oggi viaggio e scrivo di paesi che hanno conosciuto la tragedia della guerra e ancora oggi conoscono oppressione e assenza di diritti umani.
Ecco, in quelle esperienze penso ci sia stato il germe più fecondo di un nuovo pensiero politico, di una nuova cultura politica non violenta. E questo vorrei trasmettere nella mia nuova condizione di scrittore che cammina per il mondo.
E' importante, anzi necessario, in un momento in cui pare che si debba registrare con rassegnazione la condizione isolata e dispersa dell'individuo, uomini e donne, alla prova delle più grandi tragedie: le guerre, la devastazione ambientale, le reti complesse e devastanti dell'organizzazione della finanza, l'uso e la rapina delle risorse e infine l'egoismo più feroce e competitivo che viene distribuito gratis e a piene mani dai nuovi padroni della comunicazione.
Ci sarò dunque a Perugia, nella consapevolezza che i nuovi diritti umani costituiscono una nuova frontiera di lotta e di iniziativa planetaria essenziale alla difesa della dignità umana in ogni luogo. C'è un assillo che sento fortissimo
: la deriva in cui sta andando il nostro paese. Mi sembra che sia in corso un'ondata, persino più forte e gravida di pericoli rispetto a quella che ho ricordato. E tale da tornare a plasmare le culture diffuse, le incertezze, le paure del mondo contemporaneo di milioni di persone nel nostro paese.
Che possiamo fare? Con questo assillo che voglio convertire in speranza sarò a Perugia il giorno della marcia.

