venerdì 21 marzo 2014

Quando c'era Berlinguer






E' uscito in questi giorni il film di Veltroni che ricorda la figura di Berlinguer. Mi è stato chiesto un ricordo personale di Enrico.
 Ecco qui. 
Risale agli anni settanta. Comunque sia fu proprio al culmine di una rottura tra i comunisti e i socialisti italiani che Berlinguer mi chiamò a Roma e mi chiese  di andare a Parigi, con questa richiesta per Mitterrand: fare un altro viaggetto a Cortona, ma questa volta per incontrare Berlinguer. 
Naturalmente nel più stretto riserbo.Per la verità non ci incontrammo a Parigi ma andai a trovare Mitterrand  a Chateau Chinon il comune di cui era sindaco.
Arrivai al tramonto, accompagnato da un amico comune, e lo incontrai che passeggiava da solo, per un vialetto davanti a casa. Prima ancora di coglierne i lineamenti lo avevo riconosciuto per il cappello di feltro nero a tese larghe e l’immancabile sigaro.
La cena, in una trattoria del paese, fu per me l’occasione più preziosa per approfondire e imprimermi nella memoria alcuni tratti di Mitterand: l’uomo Mitterand, prima ancora che il Mitterand politico.
Che dire? Di lui mi colpivano e mi piacevano tanti aspetti: una certa fragilità, persino esibita, senza paura di pregiudicare la sua statura di leader; la sua cultura raffinata, sorprendente, a volte spiazzante, per rimandi, intrecci, addirittura eccentricità; la disponibilità ad accogliere le contraddizioni, senza nasconderle o turbarsene più di tanto; e poi l’assenza di retorica, di prosopopea, di ostentazione: gli interlocutori, tutti, non erano semplici spettatori della sua eloquenza.
A ben vedere, per come l’ho conosciuto, Mitterand era l’esatto contrario di tante prime donne che hanno popolato la storia del socialismo. 
Ma questo è un altro discorso.
Quel giorno, a Chateau Chinon, tutto andò per il verso giusto. Mitterrand accettò di buon grado di incontrare Berlinguer, nei cui confronti ebbe apprezzamenti e giudizi lusinghieri.
I due si sarebbero incontrati ai primi del settembre 1978.
 Si ebbe modo di scendere anche nei particolari, individuando luoghi, orari e persone al seguito. Missione compiuta.
Poi tutto andò a rotoli. Ancora oggi non so dire chi andò a spifferargli la cosa, fatto sta che Craxi venne a sapere della visita e si mosse da par suo: cioè da volpone della politica, ma anche da elefante in cristalleria, ben deciso a frantumare tutto. 
Così annunciò la sua visita a Cortona per lo stesso giorno che avevamo programmato per il nostro incontro.Situazione terribilmente imbarazzante, puoi immaginartelo. A Berlinguer non rimase altra scelta che quella di non farsi vedere, inviando al suo posto Sergio Segre, responsabile affari esteri del partito.
Ma Berlinguer e Mitterand non si incontrarono. Anzi, non ebbero proprio più modo di incontrarsi.E chissà cosa sarebbe potuto succedere, nel caso.Lo so la storia non si fa con i “se” e tanto meno introducendo ipotesi che non si sono mai realizzate. Al massimo, si tratta di un gioco che aiuta a tenere ben allenata l’intelligenza.E non è che non sia intrigante, direi persino appassionante. Ho letto più di un libro che immaginava il mondo come sarebbe se gli scienziati del Reich fossero arrivati per tempo alla bomba atomica e se Hitler avesse vinto…Allo stesso modo perché non inventarsi una storia parallela del comunismo? Come sarebbe stato senza Stalin e qualche altro soggettino che ce l’ha messa tutta per fare a pezzi un’idea così bella?Interessante. Ma poi?
Poi niente. 
Però mi piace immaginarmi che Berlinguer e Mitterand, due grandi capaci di accendere passioni e di alimentare un’idea di futuro, abbiano avuto davvero modo di vedersi e di chiacchierare tra di loro, anche solo per alcune ore.
Me li vedo andarsene a braccetto per le viuzze della mia Cortona, confessandosi magagne e delusioni, stringendosi le spalle solo a citare l’Unione Sovietica di Breznev, strappandosi un sorriso rassegnato al cospetto di creature senza gambe per camminare come l’eurocomunismo.
Chissà, un giorno i libri avrebbero potuto parlare di una “svolta di Cortona”.
Qualcosa di nuovo, qualcosa  fatto per tempo.
Qualcosa di utile per tutti noi.