sabato 5 luglio 2008

ETICA & IMPRESA

Charlie Chaplin in Tempi moderni



Dico subito che Eutelia e il gruppo di Piero Mancini - gestore aretino di Flynet - costituiscono una realtà imprenditoriale, tecnologica, occupazionale che interessa settori delicati della vita aretina e indispensabili entrambi per la sua tenuta economica.
Una realtà che va considerata con rispetto e attenzione. Senza dimenticare tuttavia che con rispetto e attenzione va considerata anche l’azione di una magistratura che, con coscienza e scrupolo, sta facendo il proprio lavoro.
Gli arresti, le perquisizioni, le denuncie disegnano un quadro allarmante e preoccupante della nostra industria emergente. Eppure io non credo che ci sia una specificità aretina così come diffido da ogni dietrologia, da ogni teoria del complotto: non penso insomma che esista una sorta di disegno preordinato che, nell’ambito del mercato della telefonia italiana lavori per mettere all’angolo le emergenti aziende aretine.
E basterebbe questa per tentare una prima conclusione di questo genere: lasciamo lavorare i magistrati e forse capiremo meglio di cosa si tratta.
Oggi voglio solo porre un problema più generale che non riguarda solo quello che sta succedendo ad Arezzo.
Un problema, anzi due.
Il primo si chiama: etica dell’impresa. Etica è la parte della filosofia che studia la condotta umana, i moventi che la determinano e le valutazioni morali, il complesso di norme di comportamento (non leggi) di una società e di un gruppo. Perché scrivere in questo caso di etica imprenditoriale? Perché più che di nuovi modelli tecnologici e finanziari la nostra industria ha bisogno proprio di etica. Distinguere il successo di un’azienda dall’arricchimento è un esercizio a cui molti dovrebbero dedicarsi con più attenzione. Ed è triste che oggi questo tema appaia poco attuale, sfuocato in una modernità che evidentemente non sa darsi prospettive.
Altri sono i temi all’ordine del giorno, i punti di riferimento di tanti imprenditori: il business, l’innovazione esasperata. la ricerca del successo ad ogni costo.
E se non ci riesce da solo il mercato dovrebbero essere le istituzioni a fornire gli strumenti per garantire la correttezza e la trasparenza del mercato. Alcune Camere di Commercio, per esempio, hanno messo a punto uno strumento di controllo, verifica e conseguente abrogazione delle clausole vessatorie per gli utenti in settori quali i servizi di telefonia, gas, energia oppure le assicurazioni.
Perché questo non si tenta anche ad Arezzo? Pensiamoci: solo se non ci sono regole, se queste regole non sono condivise con i diretti interessati, ci può essere bisogno dell’intervento della magistratura.
E mi fermo qui.
Quanto al secondo problema riguarda la telefonia, ma non solo. E mi riferisco alla volontà del governo di limitare le intercettazioni solo alle indagini per reati con pene dai 10 anni in su.
E allora io dico: siamo alla frutta. D’ora in poi le procure saranno praticamente impossibilitate a indagare su una lunga lista di delitti, come la corruzione ma, per restare al nostro tema, anche tutti i reati finanziari, dall’insider trading all’aggiotaggio passando per la truffa agli utenti e alle false comunicazioni al mercato.
Tutto questo unito a un divieto pressoché assoluto di pubblicazione sui giornali di notizie sulle indagini in corso: e c’è da chiedersi cosa e quanto avremmo saputo negli anni scorsi di inchieste che nella nostra città hanno investito pesantemente sia il mondo della politica che quello dell’economia.
Vedremo quale sarà il testo che uscirà dalla Camera ma il buon giorno si vede dal mattino. E le giustificazioni del Ministro della Giustizia non hanno nessun fondamento. Si spende troppo per le intercettazioni? Basterebbe che lo Stato metta una clausola nei contratti che stipula con la concessionaria per l’uso della rete telefonica pubblica e le intercettazioni potranno essere fatte gratuitamente. Forse anche cosi si potrà ricordare agli imprenditori della telefonia di ricordarsi che lo Stato non è un privato a cui si manda le bollette maggiorate.
Tito Barbini (corriere di arezzo 5/7/2008

2 commenti:

  1. Ciao Tito ti leggo sempre anche sul Pollo. Un salutto affettuoso. Che viaggio fai quest'estate?
    J.L.

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  2. Purtroppo l'etica sembra diventata una merce d'antiquariato, difficilissima da rintracciare.....

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