domenica 8 giugno 2008

Croce del Sud



Nella piccolissima isola di Wellington c’è un villaggio che si chiama Porto Eden . E’ incastonato tra gli infiniti ghiacciai del “campo di gelo sud” e le lingue dell’oceano Pacifico che lambiscono le Ande lungo i canali della rotta cilena andando giù verso lo Stretto di Magellano.
Si arriva a scoprirlo dopo un lungo navigare attraverso i fiordi patagonici con un cargo per il trasporto delle merci che accoglie,assieme agli autisti degli autotreni , anche i viaggiatori solitari .
Inbocco un sentiero che porta in alto verso un piccolo osservatorio del cielo .
E’ messo li, per esplorare le stelle nel silenzio e nel buio della notte australe, da un gruppo di giovani ricercatori dell’università di Punta Arenas . Uno di loro,si chiama Carlos , mi fa dono di una leggera e fantastica descrizione della più piccola e affascinante costellazione dell’universo conosciuto : la Croce del Sud .
Sono emozionato quando torno nel vecchio cargo che riprende lento la sua rotta verso il Sud .
E infatti si prepara una notte bellisima con un cielo luminoso dove si accendono, a poco a poco milioni di stelle .
La croce contiene quattro stelle luminose disposte a quadrilatero: la magellanica è la più vicina al polo e poi la mimosa di colore azzurro , la rubidea chiamata cosi per il suo colore rosso e la palida perchè meno brillante delle altre .
C’è poi un altra piccola stellina che non appartiene ai bracci della croce ma fa parte della costellazione e per questo si chiama intromedita.
Vado nella mia cuccetta e porto con me le poesie di Neruda e cerco l’ode alla Croce del Sud .
Gli occhiali si appannano e gli occhi si inumidiscono quando copio sul mio quaderno alcuni versi di una delle più belle poesie d’amore del poeta cileno :

In un istante
si spensero tutti
gli occhi
della notte
e solo vidi inchiodate
nel cielo solitario
quattro pietre azzurre
quattro pietre gelate .

E dissi
prendendo
la mia lira di poeta
davanti al vento oceanico,
fra le dentate dell’onda :
Croce del Sud,derelitta nave
della mia patria,
spilla sul petto ,
della turgida notte ,
costellazione marina ,
luce
delle case povere ,
errante lucerna,rombo
di pioggia e di velluto,
capriata dell’altezza,
farfalla,
posa le quattro labbra
sulla mia fronte
e portami
nel tuo notturno sogno.


E non mi rispose
La Croce del Sud :
prosegui, prosegui il suo viaggio
spazzata
dal vento.

Lasciai la lira allora
da una parte ,
sulla strada
e abbracciai la mia amata ;
e mentre avvicinavo
i miei occhi ai suoi occhi ,
vidi in essi ,
nel loro cielo
quattro punte
di diamante infuocato.


La notte e la sua nave
nel suo amore
palpitavano
e baciai ad una ad una
le sue stelle .

2 commenti:

  1. Caro Tito,
    sono arrivata circa a metà del libro "Le nuvole non chiedono permesso" e mi rendo conto solo adesso che Tito di Anobii è lo stesso Tito Barbini che ha scritto il libro...
    Carramba, che sorpresa!!!
    Quando l'avrò finito lascerò il commento su Anobii ma posso già dirti che ci sono passi che ho sottolineato per poterli rileggere in futuro, per non perderli.
    Nel mio piccolo ho fatto anch'io un viaggio solitario la scorsa estate. Certo, nulla di paragonabile a quello che hai fatto tu, ma è stata per me un'esperienza unica. Sono tornata a casa con una consapevolezza diversa di ciò che ero e che volevo. La mia Patagonia è stata la Scozia, con i suoi boschi e le Highland selvagge...
    Non ci si rende conto di quanto si è accerchiati finchè non si riesce ad uscire dal cerchio!
    E' strano leggere un libro e parlare contemporaneamente con il suo autore... Non l'avevo mai fatto prima!!!
    Un abbraccio
    Francesca (Cicabuma su Anobii)

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  2. Dimenticavo: posso metterti tra gli amici di Anobii nel mio blog???
    Fammi una visita e poi sappimi dire?
    Ciao
    Francesca

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