martedì 3 giugno 2008

"Antartide" recensione del Prof. Nicola Scaffai Università di Siena



È stato osservato recentemente che la narrativa italiana contemporanea soffre di un male diffuso, cioè il difetto di esperienza. Non tecnica, non di scrittura nel senso stilistico; l’inesperienza riguarda proprio il limite alla conoscenza del mondo, della storia e degli effetti che i luoghi, l’epoca e le grandi dinamiche sociali e culturali hanno sull’uomo. La maggior parte degli scrittori si concentra sulla speculazione esistenziale, senza attingere all’esperienza vitale. Da un lato, questa è la conseguenza di un processo che ha un lungo corso nel Novecento, cioè la rarefazione e la deriva del soggetto, dell’“autorità dell’autore” e delle sue prospettive sulla realtà che egli narra, sulla stessa possibilità – direi – di narrare e interpretare la realtà. Dall’altro, l’indebolimento dell’esperienza è un fenomeno che ha raggiunto il culmine nei nostri anni e alle nostre latitudini, per cui l’esperienza è indiretta, non ci coinvolge fisicamente ma solo attraverso il filtro dei mezzi di comunicazione, della virtualità. Antartide di Tito Barbini è invece un libro sulla riconquista dell’esperienza (che non a caso è una delle parole ricorrenti, un Leitmotiv), o sull’esperienza ritrovata se vogliamo riprendere in chiave proustiana il sottotitolo di questo diario: “perdersi e ritrovarsi alla fine del mondo”. continua...
Barbini.Antartide. Perdersi e ritrovarsi alla fine del mondo.© Polistampa 2008,cm 12x17, pp. 176, ill. col., br., € 8,00

2 commenti:

  1. Salve, ho finito di leggere da pochi giorni il suo libro: Antartide, dire che mi è piaciuto e poca cosa.L'ho acquistato senza nemmeno guardare il titolo e l'autore solo perchè mi piacevano le immagini contenute. Poi l'ho letto e sono rimasta incantata. Prima di tutto lo stile e il linguaggio, Lei è toscano come, io sono di Firenze, riconosco il sapore di ogni parola, di ogni frase, tutta la punteggiatura. E' un libro scritto con il cuore, quando cuore e cervello trovano pace. Non si può farea meno di chiudere gli occhi e vedere con la immaginazione ciò che lei descrive.
    Mi sono permessa di fare una piccola pubblicità sul mio blog, di cui le lascio l'indirizzo, ma anche un amico blogger ha fatto una piccola recensione ai suoi due scritti. troverà il link sul mio post, se le interessa.
    Grazie di averci regalato i suoi viaggi e i suoi pensieri. Titti.
    http://tittidiruolo.splinder.com/

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  2. sono ancora Titti, il link esatto è
    http://tittidiruolo.splinder.com/post/18316194/ANTARTIDE+di+T.+BARBINI

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