giovedì 26 giugno 2008

Nel mio lungo girovagare per il mondo ho incontrato posti stupendi, non tutti, ma certamente quelli più rari e interessanti.
Il Tibet mi è parso un dono inatteso.
Ciò che da valore al viaggio è anche l’illusione di incontrare quello che hai sempre immaginato. E quando l’illusione diventa approccio concreto ad una dimensione reale ritrovi le cose che contano nella vita.
Nasce allora una storia d’amore.
La spinta all’innamoramento, che rende ancora più emozionante tutto questo, è la gente del Tibet. Lhasa ti appare subito come una comunità di un tempo lontano dal tuo. Una città misteriosa e magica a cui ogni giorno derubano un frammento di verità e di autentica tradizione.
Ma, in Tibet, ho incontrato di nuovo il tradimento degli ideali comunisti.
Da oltre mezzo secolo l’occupazione cinese sta distruggendo l’identità, la cultura e le tradizioni di questo popolo. Hanno portato alla morte un milione di tibetani e costretto all’esilio la loro guida spirituale e politica: il Quattordicesimo Dalai Lama.
Il mondo, troppo preso e interessato dalle ragioni del gigante cinese ha guardato con indifferenza alla tragedia tibetana e anche la sinistra democratica ha privilegiato la dialettica con il Partito Comunista Cinese ad una chiara ferma, inequivocabile, condanna dell’invasione del Tibet.
Non si è voluto capire che nessun pretesto di mercato poteva giustificare questo delitto e il silenzio di tutti noi.
Cosi il popolo tibetano è rimasto solo e inascoltato per decenni.
Sono state costruite strade, moderni aereoporti,una ferrovia che collega Pechino a Lhasa. I cinesi si vantano di aver modernizzato il paese facendolo uscire dal medioevo.
Ma il popolo del tetto del mondo non perdona all’invasore cinese la distruzione degli antichi monasteri durante la rivoluzione culturale e la colonizzazione economica e culturale che hanno imposto con la forza in questi cinquantanni.

2 commenti:

  1. ciao Tito volevo comunicarti, che con estremo piacere ho ricevuto qyest'oggi il tuo libro.
    L'ho già cominciato a leggere con entusiasmo.
    Appena il mio libro uscirà sarò lieta di ricambiare la cortesia.
    un abbraccio a presto
    sonia.

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  2. C'è un bellissimo capitolo dedicato al Tibet nel libro "la porta proibita" di Tiziano Terzani, dove quello che dici è descritto mirabilmente. L'hai letto questo libro? Se non lo hai letto e per caso non lo possiedi vorrei fartene dono...
    Un abbraccio
    Francesca

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